Giovanni Marchini
  Le Guerre

GiovMarchini

 


 

 
   

Ritornato definitivamente a Forlì trascorre anni di notevole produttività artistica e nel tranquillo ambiente familiare lavora volontariamente lontano da ogni influenza di nuove correnti, realizzando opere frutto di meditato studio e slancio del cuore; vive indipendente sfuggendo i sodalizi  e,  pur non ignorando le nuove tendenze artistiche che in quegli anni, a partire dal Manifesto dei Futuristi, trovavano adesioni un po’ dovunque, continua a dipingere ascoltando soltanto se stesso, orgoglioso solo del suo lavoro dal quale sa trarre gioia e serenità.

E arrivò la guerra…

Si arruola come volontario ed è inviato al fronte, in Cadore; da questa esperienza tragica ci saprà trasmettere nuove sensazioni, testimonianze drammatiche di angosciosa paura che coinvolge persino la natura.

Purtroppo, con  i tragici avvenimenti bellici della Seconda Guerra Mondiale, il pittore, invecchiato e malato,  dovrà rivivere il dramma e tornare  a dipingere il silenzioso eroismo di uomini assediati dalla neve, dal freddo e dal pericolo.

Vigile seppur infreddolito, il soldato con la baionetta pronta spunta dalla trincea immersa nella neve. Grazie all’utilizzo di pennellate, ora più ampie e distese di colore azzurro o argento, ora minute come punti bianco-rosati, l’artista ha saputo rendere con grande maestria la sensazione della tormenta .

     Il tema della guerra, caro al pittore, è qui espresso con un senso di desolazione e tristezza che tutto l’ ambiente diffonde.  La natura arsa e stecchita,  la città in lontananza distrutta,  i cavalli mesti e solitari che abbandonano un compagno morto, proprio come commilitoni in un campo di battaglia




La sentinella -
1919 
Olio su compensato cm :103 x 80


Dove è passata la guerra -1944
Olio su compensato, cm :50x 60  

 

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